Salta il menu

Pavia aperta al futuro:  Tempi e Spazi per una Città partecipata


Verso il Piano dei Tempi e degli Orari

L’obbiettivo di questo progetto è produrre entro il mese di dicembre 2006, un documento ufficiale: il “Piano dei tempi e degli orari della città”.

E’ una relazione estremamente concreta, una proposta operativa che contiene - tra tutte le proposte elaborate – i progetti “migliori, cioè quelli considerati necessari e realizzabili per il miglioramento della qualità della mobilità cittadina.

Questo documento è ottenuto grazie alla collaborazione di tutti: cittadini e cittadine, associazioni, scuole, enti pubblici, sindacati, negozi...

Il contesto legislativo nazionale

Il Capo VII della legge n° 53/ 2000 regolamenta i compiti delle amministrazioni locali in materia di “Tempi della città” quindi di coordinamento degli orari urbani e di promozione dell’uso del tempo per fini di solidarietà sociale; istituisce un fondo nazionale per agevolare l’attuazione di progetti e assegna specifiche funzioni a Regioni e Comuni.

Il contesto legislativo regionale

La Legge regionale 28 ottobre 2004 n° 28 “Politiche regionali per il coordinamento e l’amministrazione dei tempi delle città”

Declina a livello regionale i principi e i criteri della Legge 53

Promuove “il coordinamento e l’amministrazione dei tempi e degli orari della città al fine di sostenere le pari opportunità fra uomini e donne e favorire la qualità della vita attraverso la conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale, di formazione e del tempo per sé delle persone che risiedono sul territorio regionale o lo utilizzano, anche temporaneamente”

Sostiene con finanziamenti l’adozione dei Piani Territoriali dei tempi e degli orari da parte dei Comuni

Il Piano territoriale dei tempi e degli orari

E’ un documento di indirizzo e di azione che descrive le problematiche e le criticità individuate a livello territoriale e definisce gli approcci, le attività e le metodologie da attuare;

deve essere approvato dal Consiglio Comunale su proposta del Sindaco, il quale ha il compito di elaborare le linee guida attraverso forme di  consultazione con le amministrazioni pubbliche, le parti sociali, le associazioni e gli organismi dei cittadini (Tavolo di concertazione); di promuovere accordi con le componenti del Tavolo e di emettere le ordinanze per l’attuazione del Piano;

è obbligatorio per i Comuni con oltre 30.000 abitanti;

può articolarsi in politiche e progetti, anche sperimentali o da attuarsi gradualmente ;

deve raccordarsi con gli strumenti generali di programmazione e pianificazione del territorio;

deve basarsi sull’impiego di strumenti di concertazione istituzionale e coinvolgimento tra cittadini/e, attori sociali, portatori di interesse e amministrazioni locali;

deve basarsi sull’implementazione costante dell’analisi  territoriale e su azioni di informazione e comunicazione efficace che permettano anche di far emergere le esigenze delle categorie portatrici di interessi “silenziosi” o difficili da individuare.

I temi centrali del PTO

Mobilità sostenibile: miglioramento della viabilità e della qualità ambientale;

accessibilità e fruibilità temporale dei servizi pubblici e privati:  coordinamento tra orari e localizzazione dei servizi e pluralità dell’offerta;

riqualificazione degli spazi urbani: miglioramento dei circuiti di socialità e promozione dei percorsi di mobilità lenta e sostenibile;

coordinamento tra orari dei servizi e sistema degli orari di lavoro; promozione delle pari opportunità per favorire il riequilibrio tra impegni familiari e professionali e la ripartizione delle responsabilità familiari;

uso del tempo per fini di reciproca solidarietà e interesse.

Le politiche temporali urbane in Italia

La Legge 53 e le leggi regionali sui tempi  rappresentano  il  punto di arrivo di un percorso sociale, politico-amministrativo e legislativo avviato a metà degli anni 80 grazie in particolare all’apporto e alla riflessione dei movimenti delle donne, incentivato dall’approvazione nel 1990 della Legge 42 “Ordinamento delle autonomie locali”, art. 36, che assegnava al Sindaco competenze specifiche in materia di coordinamento degli orari delle città.

La legge 42/90 ha permesso a oltre 80 città italiane di avviare progetti sperimentali che hanno segnato il passaggio ad una fase di sviluppo e radicamento delle “politiche temporali urbane”.

Gli ambiti  prioritari di intervento di queste esperienze sono stati i tempi sociali, i tempi urbani, l’uso individuale del tempo.

Le loro finalità:

il miglioramento della qualità della vita delle persone favorendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro

il miglioramento della vivibilità delle città attraverso una più favorevole organizzazione degli orari dei servizi per favorirne l’accesso; la migliore qualità degli spazi pubblici per sviluppare  nuove pratiche di vita sociale

il miglioramento della qualità e fruibilità del territorio per uno sviluppo economico sostenibile

Il Comune di Pavia e le politiche temporali

A partire dal 2000, l’Amministrazione Comunale ha attuato i primi passi e predisposto le prime iniziative attraverso:
la costituzione del “Consiglio delle donne”
l’attivazione della Banca del Tempo
la realizzazione di un Progetto del Fondo Sociale Europeo preparatorio al percorso del Piano dei Tempi
la costituzione dell’Ufficio Tempi
la realizzazione di analisi e ricerche territoriali
l’elaborazione di Documenti di sintesi e indirizzo
la partecipazione a progetti comunitari incentrati sulle tematiche di conciliazione in rete con altri Comuni e Province lombarde ( EQUAL I fase “CON/TEMPO. Le città in rete per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”- Equal II fase “CONpiùTEMPO. La rete delle città per la conciliazione”
l’adesione alla “Carta Europea della Conciliazione” proposta della Rete europea dei Comuni

Con l’approvazione della Legge Regionale 28/2004, è stato presentato ed approvato il progetto “PAVIA APERTA AL FUTURO. TEMPI E SPAZI PER UNA CITTA’ PARTECIPATA” che permetterà di predisporre, attraverso l’impegno interassessorile e la progettazione multipartner, il documento finale del “PIANO DEI TEMPI E DEGLI ORARI DELLA CITTA’ DI PAVIA” quale base della futura generazione di interventi in materia di politiche temporali locali.


Logo del progetto

Comune di Pavia - Assessorato alle Pari Opportunità - Sviluppo sostenibile
Contatti: Ufficio Tempi - tel. 0382/399203 - email: ppisano@comune.pv.it